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In “Casa di bambole” Henrik Ibsen mette allo scoperto gli aspetti più scomodi della condizione femminile dell’ultimo squarcio dell’Ottocento, mentre illustra la progressiva presa di conoscenza di Nora, la protagonista, alle prese con due interlocutori ironici e prepotenti come Torvald, il marito e Krogstad, il creditore.

Nella liberazione finale di Nora delle “catene” di bambola inquieta, nella conquista dei suoi diritti di donna è possibile individuare la modernità e l’attualità del lavoro teatrale ibseniano che appare ancor oggi tutt’altro che datato.

L’effetto di reminescenza e di straniamento voluti dal regista Claudio Jankowski, la riduzione e il libero adattamento di Stefano Maria Palmitessa rafforzano la pregnanza del messaggio dell’Autore.


 

 

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